Valencia – Día 2

Tra le attrazioni più famose di Valencia c’è la Ciutat de les Arts i les Ciències, uno dei dodici tesori della Spagna – raggiungibile attraverso il Jardí del Turia oppure in autobus (n. 95). Non abbiate fretta – le millemila cose da vedere non scappano!

La nostra prima tappa è stato il Museo de las Ciencias Príncep Felipe.
Si tratta di un museo totalmente interattivo: non a caso il motto del museo è: «Proibito non toccare, non sentire, non pensare»

qqqqq.jpgTra i molti test interessanti, c’era questo.
Davvero non ho capito quale utilità avesse (o forse era semplicemente rotto?); so soltanto che era molto, molto inquietante. Tenevo quelle forbici con la punta della dita e mi aspettavo che da un momento all’altro il manichino prendesse vita nemmeno fosse uno zombie!

Un’area era dedicata a semplici esperimenti con lenti e getti d’aria, ed era piena di bambini: era quasi più divertente guardarli mentre gridavano «Mira! Mira!» sfrecciando da un lato all’altro del corridoio.

Una nuova esposizione è quella dedicata a Nikola Tesla, Ideas como Relámpagos, dove viene raccontata la sua vita attraverso le sue parole e quelle dei suoi sostenitori e avversari. Sono ricostruiti molti congegni di sua invenzione fino alla mostra di quelle che considero le fanart del fandom di Tesla.

Decisamente non riesco a trovare una definizione migliore.

Abbiamo poi visitato l’Hemisferic, un’enorme sala cinematografica con uno schermo concavo di ben 900 metri quadrati. Indossando dei traduttori, abbiamo visto il film El Vuelo de las Mariposas. Immagini vivide e così vicine da risultare (raramente) claustrofobiche e la storia di come fu scoperto il mistero della migrazione delle farfalle monarca.

E’ stato interessante, però – premettiamo che in gita si dorme poco o niente e che ci si sveglia sempre troppo presto, no? Premettiamo anche che le poltrone della sala erano inclinate come sedie a sdraio…
Non sapete quanta fatica ho fatto per tenere gli occhi aperti! Volevo sapere dove diamine migrassero le farfalle, ma davvero ero troppo stanza per reggere. Morale della favola: ehm, tutto il nostro gruppo si è addormentato (scusateci).

Per ultimo, siamo andati all’Oceanogràfic, il più grande acquario d’Europa.
Della struttura, non potrà che piacervi la facciata, che luccica al minimo soffio di vento, ricordandomi i pesci argentati di Alla Ricerca di Nemo. Ad essere onesti, tutta la visita è stata un’enorme riferimento a Nemo, dai pesci pagliaccio (non dovete nemmeno chiederlo!) all’aquila di mare: «Contiamo le specie, le specie, le specie | contiamo le specie che vivono nel maaar!»

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L’unica cosa che mi ha lasciato delusa è stata la vasca dei pinguini: c’era la neve finta che cadeva di tanto in tanto e il pavimento era bianco per dare l’impressione del ghiaccio. Rispetto alle altre, era la vasca in cui si notava di più la “falsità” della natura riprodotta. Insomma, quei pinguini mi hanno messo tanta tristezza 😦

Vorrei visitare il Museo de las Ciencias almeno una seconda volta, per osservare e sperimentare tutto con più calma e godermi appieno i suoi tre piani (c’è un’intera esposizione dedicata a Star Trek che ho scoperto troppo tardi) e sarebbe fantastico poter partecipare a qualcuno dei concerti e spettacoli che vengono organizzati all’aperto, avendo come sfondo il bianco e il blu delle architetture moderne e il verde del Jardí del Turia ❤️

Alexia xx
(ho già visitato Valencia qui)

aprico: esposto al sole

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One thought on “Valencia – Día 2

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