Siamo tutti un po’ gatti di Schrodinger

Guardando i telegiornali, assistiamo fin troppe volte a interviste del genere:

Giornalista: «Lei conosceva l’assassino?»
Vicino di casa: «Mha, ogni tanto ci salutavamo, però… Era una brava persona, nessuno avrebbe mai pensato che sarebbe arrivato a tanto.»

Perché biasimiamo l’umanità intera eppure continuiamo a stupirci quando la polizia fa irruzione nella casa accanto alla nostra? Perché è così difficile prevedere la natura umana?

Il problema è che molto spesso ciò che sembra non è mai ciò che è. E non perché la nostra idea delle persone sia sbagliata (o almeno non sempre), ma perché non potremo mai conoscere interamente nessuno: non importa se si è amici da una vita o anime gemelle, il cervello dell’altra persona sarà sempre un mistero.
Certamente più la relazione è approfondita e intima, più il mistero si assottiglia, ma ognuno di noi ha dei pensieri psicopatici che non confesserà mai a nessuno (quel coltello sembra particolarmente affilato… sicuramente potrei uccidere qualcuno… intendo POTREI, non sono un’assassina ah ah ehm).

Gli uomini, per natura, sono un mistero – sono dei gatti di Schrodinger.

Buoni e cattivi, giusti e ingiusti allo stesso tempo: il loro essere non è decifrabile dalle semplici azioni abitudinarie. Solo con un avvenimento chiave, solo aprendo la scatola, si può capire veramente con chi si ha a che fare.

Molte persone non conosceranno mai la loro vera natura perché non incroceranno mai il proprio avvenimento chiave e trascorreranno la vita a considerarsi buoni e giusti. Altri, invece, rimarranno sconvolti dalle loro stesse azioni, mentre i vicini di casa commenteranno sottovoce: «Non ce lo saremmo aspettati… Era sempre buono con la moglie e i figli.»

Ecco, la scatola è stata aperta e così come il gatto che sembrava vivo in realtà era morto, anche quell’uomo tanto gentile si è rivelato un potenziale assassino.

Ci sono moltissime questioni da porsi in proposito, domande impertinenti e degne di una sbronza (mangeresti mai un’altra persona se fosse l’unico modo per sopravvivere?) la cui risposta adesso, da sobri, è NO e assolutamente NO. Però nello stesso tempo penso: ne siamo davvero sicuri?

Il nostro futuro è come un film: quando lo immaginiamo siamo sempre gli eroi e anche quando commettiamo degli errori, sappiamo sempre porvi rimedio. Quindi potremmo pensare che di fronte a una situazione disperata sapremmo come reagire, perché l’abbiamo già immaginato.
Ma nella realtà, quanti di noi riuscirebbero a mantenere il sangue freddo e a non agire con imprudenza? Quanti si pentiranno di ciò che hanno fatto?

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You’ll think how’d get here sitting next to you? (Heathens – Twenty One Pilots)

Alessia xx
(che per adesso NON è una cannibale)

escatologico: che riguarda il destino dell’uomo e dell’universo

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2 thoughts on “Siamo tutti un po’ gatti di Schrodinger

  1. Pingback: Clausole romantiche | Scritta in parallelo

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