E’ tempo di bilanciare le reazioni

Cara Alessia,

è sciocco iniziare una lettera con queste parole, tuttavia per quanto sciocche le scriverò comunque: un altro anno è passato. Non vedi l’ora di iniziare il prossimo e hai già mille impegni segnati sulla pagina di gennaio. In una sorta di ossimoro, divaghi nel passato e ti proietti nel futuro.

Quest’anno non è iniziato con il migliore degli auspici quando nei primi minuti del primo gennaio, mentre tornavi a casa con le braccia cariche dei resti del cenone, hai dovuto chiamare l’ambulanza perché una ragazza era svenuta in un semi coma etilico. Questa è stata la mia prima immagine del 2016. L’ultima è stata quella molto più eterea dei pattinatori in tv.

Prima di iniziare il nuovo anno, ricorda mese per mese cosa ti ha portato ad essere la persona che sei ora.

Ricorda le persone che ti hanno ferito con le parole: sulle tue labbra “non ho così tanti amici” suona come una battuta, sulle loro come una presa in giro. Ecco perché hai fatto del male a tua volta, magari involontariamente. Se solo ripenso a quelle settimane di marzo, alla stretta allo stomaco durante le lezioni quando tutti sembrava ti odiassero, alle lacrime che hai speso mentre tornavi a casa quando pensavi che la tua più grande paura di rimanere sola fosse diventata realtà… Sono davvero solo dieci mesi fa? A me sembrano piuttosto mille anni.

Mi dispiace che tu abbia sofferto e sono contenta che che ti sia scusata, anche se credevi che non avrebbe risolto molto. Non sei stata felice nel leggere le parole di quel tuo amico? L’avevo detto, io, che non era possibile: ci siamo capiti male a vicenda.

Dieci mesi dopo, guardati. Hai perdonato quelle parole, sei sopravvissuta. Potrei dirti che sei stata una grandissima testa di cazzo e che devi impegnarti nell’affrontare le persone faccia a faccia, ma questo tu lo sai già.

Per quanto riguarda gli amici, quelle parole, seppure cattive, non ti hanno dato almeno un po’ una spinta? Dopo una settimana averle conosciute, hai chiesto a quelle ragazze del teatro di uscire insieme. Conosco fin troppo bene la tua tecnica in questi casi: scrivi un messaggio chilometrico e subito dopo spegni il cellulare, spaventata dalla risposta. E se mi dicono sì e poi non sappiamo di cosa parlare? E se mi dicono no, che figura ci faccio alla prossima lezione di teatro?C1PtGvFXAAA3KHs.jpg

In quei piccoli, scemi momenti di coraggio sono stata davvero fiera di te. Le ringrazierò sempre per tutto il supporto che mi hanno dato, per tutte le battute che ci siamo scambiate, per ogni confessione che hanno ascoltato. Per ogni volta che “scusa, prima ti ho interrotto, cosa stavi dicendo?”.

Tutte le torte, le volte in cui avreste dovuto giocare a Risiko… dovrei fermarmi prima che questo diventi un elenco interminabile e tu inizi a piangere.

Sei diventata maggiorenne e qualcuno a 800 km di distanza  ti ha pensato. Hai sognato le mani di qualcuno e hai deciso di smettere di essere innamorata. Hai pensato all’aldilà, hai immaginato mille incontri.

Sono contenta che quest’anno sia finalmente finito, tuttavia tutto quello che è successo ha forgiato un tassello di me.

Alessia xx

firgun: (ebreo) la felicità che si prova quando a qualcun’altro accade qualcosa di bello

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