Quando Gesù scese sulla Terra (per la seconda volta)

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Questo mese ho letto un libro estremamente impertinente, a tratti volgare, ed è un libro sulla religione. Va bene, forse non è proprio sulla religione, ma il protagonista rimane pur sempre Gesù Cristo: sto parlando di A volte ritorno di John Niven.

Dopo una settimana di vacanza (equivalente a qualche centinaio di anni terrestri), Dio torna in Paradiso e scopre a malincuore quello che hanno combinato gli uomini: inquinamento, terrorismo, omofobia, canzonette pop da quattro soldi. Come porre rimedio a questa situazione infernale?

Suo figlio Gesù Cristo è la soluzione: viene spedito una seconda volta sulla Terra, squattrinato e con un talento innato per la chitarra. Il palcoscenico di un talent show sarà il suo pulpito, i nuovi discepoli saranno due alcolisti, un’ex prostituta, un veterano del Vietnam e la sua band. Nessuno dei suoi amici crede veramente che sia Gesù Cristo, eppure lui è così onesto e misericordioso… che sembra quasi vero. Nessun miracolo questa volta (la moltiplicazione dei pani e dei pesci fu solo il risultato di tutta l’erba che avevano fumato) solo una richiesta: fate i bravi, cazzo!

Questo libro è totalmente pazzo, e l’ho adorato. Scherza con la religione, o meglio prende in giro ciò che gli uomini pensano di sapere sulla religione. Se siete facilmente suscettibili, leggete questo libro. La religione è un concetto talmente vasto, quindi è comprensibile che ognuno abbia la propria opinione, e (anche se la parola cazzo viene ripetuta una cinquantina di volte in tutto il romanzo) questa è un’ottima critica. Pericolosa, scritta apposta per i bigotti.

Ma il Vecchio Testamento dice… Ma il Corano dice…

Sono libri, scritti da persone che non sono Dio, esattamente come quello di Niven: è una gentilezza sentire entrambe le campane. Potrei essere imparziale, lo ammetto, perché non sono una persona molto religiosa, quindi sentitevi liberi di correggermi se sbaglio: pensate che a Dio importi se siete gay, neri, femmine o maschi? Lui vuole che tutti vivano in pace.

Mandare Gesù di nuovo sulla Terra potrebbe sembrare un tentativo disperato. Oggi non è obbligatorio seguire una religione, ognuno ha la propria filosofia, anche gli atei. Tuttavia il Gesù di Niven non vuole convertire nessuno, vorrebbe semplicemente dire al mondo: non uccidere il tuo prossimo, non rubare, non tradire… questa non è la parola di Dio, ma è la vostra stessa legge. Perché non la rispettate?

Questo libro non distrugge la religione, ma ne prende le distanze per guardarla dall’esterno, paradossalmente proprio attraverso gli occhi di uno dei protagonisti religiosi. Questo Gesù parla come un uomo moderno, non va in chiesa e non compie miracoli, ma è buono e caritatevole. Se la bontà di Gesù nella Bibbia ci sembra troppo lontana e mistica, nel libro di Niven si fa concreta, priva di ogni velo metaforico: recuperare del cibo per i senzatetto, salvare un gay dalla furia degli intolleranti, impedire un omicidio.

Alla fine mi sono chiesta: Gesù, come puoi perdonare gli uomini che ti stanno uccidendo?

Dio vuole ciò che è meglio per gli uomini, e in fondo anche gli uomini sanno cosa è meglio per loro. Se non fosse per il denaro, il potere e la pigrizia saremmo tutti dei bravi cristiani, senza che un certificato di battesimo ci dia ufficialmente questo titolo. E se quel certificato esiste, ben venga, ma ricordate una cosa: non basta aver passato l’esame di guida per diventare piloti. 

Questo libro mi dà un po’ di speranza. Ogni volta che lo leggo, vorrei essere una persona migliore e imparare a suonare la chitarra come lui. E ogni volta, piango al finale, l’avreste mai creduto? Ho pianto per la morte di Gesù Cristo.

Alessia xx

genetliaco: compleanno

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7 thoughts on “Quando Gesù scese sulla Terra (per la seconda volta)

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