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Journal entry #2

Chi l’avrebbe detto che avrei riempito altre pagine del mio libro tanto velocemente? Ero seriamente preoccupata di non avere ispirazione, ma credo che il fatto di disegnare su pagine non bianche dia l’impressione di essere già a metà dell’opera. Mentre nelle pagine precedenti mi ero ispirata a disegni trovati in internet, questa volta è accaduto con alcune foto “reali”. Sono molto contenta di aver fatto progressi tanto da riuscire a riprodurre delle accettabili forme umane da dei veri modelli, piuttosto che da immagini già stilizzate. Un piccolo traguardo per me!

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Quest’anno ho fatto la maturità e alla prima prova ho scelto il tema sul rapporto uomo/natura. Leopardi, Foscolo, Montale: tutti autori che adoro! Tra i documenti c’era anche la poesia Limoni di Montale e questi versi, oltre a ricordarmi l’estate, mi hanno fatto moltissima tenerezza.

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Che sia vero oppure solo una visione romantica, a quanto pare le famose heart fingers coreane rappresentano proprio il cuore anatomico. Mi è piaciuto molto usare ago e filo sulle pagine!

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In questo periodo sono in fissa con gli One Republic e questa canzone mi ha sempre trasmesso forza e determinazione. Mi piace l’idea di brindare con il sole e in ogni stagione il tramonto è sinonimo di calma.

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Questo è forse il mio preferito tra le ultime pagine! La citazione è di una poesia di Kim In-yook, La fisica dell’amore, che è stata citata nel kdrama Goblin. Mi piace moltissimo quando dei concetti scientifici vengono applicati ai sentimenti, come nel caso dell’equazione di Dirac-Paul. Inoltre l’atmosfera è molto disneyana!

Alessia xx
(trovate qui le pagine precedenti del mio journal)

 

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Journal entries #1

Mi piace moltissimo il disegno, la pittura, i colori. Completare un disegno con le proprie mani dà la sensazione di aver costruito qualcosa di tangibile, qualcosa che prima era solo un ologramma nella testa. Mi piace il disegno (il che non significa che sia brava, eh), ma sono anche frettolosa. Quando ho un’idea la devo realizzare all’istante, e a chi importa studiare per la maturità? 

Voglio condividere con voi alcuni dei disegni del mio journal, o meglio gli unici, per adesso. Ho usato un vecchio libro, di quelli con la copertina rigida e anticheggiante, intitolato “Il fiore della letterature malese e indonesiana”, perché il nome mi è sembrato un’ottima premessa. Sì, sto rovinando un libro disegnandoci sopra, ma a mia discolpa posso dire che quel libro non l’avrei mai letto e l’ho salvato dalla polvere nella libreria.

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Ci tengo a precisare che questi disegni sono originali solo a metà: in alcuni casi ho copiato disegni di altri ben più bravi di me, aggiungendo delle mie frasi. Testa e mano non sono ancora abbastanza coordinati per disegnare perfettamente le mie idee! 

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Solo io penso che una ragazza-medusa sia un’idea assolutamente geniale? Quando ho visto questo disegno su internet sono rimasta così sorpresa che ho sentito il bisogno di riprodurlo. E, neanche a farlo apposta, la ragazza e persino la spada sembrano usciti dalla storia che sto scrivendo!

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Avevo appena finito di vedere Lion, la strada verso casa e mi ero innamorata di Dev Patel. Non ci sono altre spiegazioni.

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Probabilmente non mi crederete, ma ho sognato questo disegno. così quando mi sono svegliata ho pensato: se è l’universo a chiedermelo, allora lo farò seduta stante! So che non è il più bello, ma mi piace particolarmente l’idea di un duello a colpi di bandiere contro la queerfobia. 

Spero di continuare ad aggiungere disegni: potrebbe trasformarsi in un bel libro di ricordi in futuro!

Alessia xx

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Siate i Michelangelo di voi stessi

Cosa succede quando compiamo una scelta? Quali vantaggi ricaviamo da questo ingrato lavoro?

La decine di scelte che abbiamo fatto fino a quest’anno, questo giorno, questo minuto hanno dato vita alle persone che siamo oggi. Trovo affascinante e allo stesso tempo spaventoso quanto una scelta banale come quella di iscriversi a una determinata scuola o sedersi accanto a una persona x piuttosto che a un’altra y possa influire sull’andamento della nostra vita. 

Le scelte compiamo oggi costruiranno la persona di domani, quante volte l’abbiamo sentito ripetere. Solo una persona non sarebbe d’accordo con questa frase, ovvero il filosofo Kierkegaard. Sapete che, quando si parla di filosofia,sono mossa da un forte spirito di contraddizione, ma vai a vedere che a volte questi filosofi hanno anche ragione? 

image.jpgSecondo Kierkegaard l’uomo è liberissimo di scegliere e proprio questa è la cosa spaventosa. Ogni decisione può rivelarsi sbagliata e, inoltre, scegliere qualcosa significa escludere tutte le alternative nel momento stesso in cui compiamo una scelta. Non significa aggiungere un pezzo di puzzle alla propria vita, ma buttare via tutta la scatola senza aver nemmeno visto il disegno finale.

A questo punto sarebbe meglio non scegliere affatto, risparmiandoci ogni preoccupazione. Come va, va.

Tuttavia, se anche Kierkegaard ha ragione nel dire che “scelta” significa “perdita”, sono convinta che guardando questa teoria da una prospettiva diversa si può vederne il lato positivo, ma prima di spiegarvi come, vi confido un segreto: non sono affatto brava con i puzzle, preferisco l’arte.

Se le scelte che compiamo in modo o nell’altro ci plasmano, allora possiamo vederci come tanti David di Michelangelo, il quale utilizzò per la sua scultura un blocco di marmoreo abbandonato dall’artista precedente perché considerato troppo grande. Se a questo punto compiere una scelta ci sembra un tradimento nei confronti degli infiniti alter ego che potrebbero vivere una vita migliore di quella attuale, immaginate di essere come quel blocco di marmo.

Un cubo che pesava chissà quante tonnellate, il marmo più pregiato eppure abbandonato. Per trasformare un blocco di marmo in un’opera d’arte Michelangelo ha scelto di perdere qualcosa, di smussare angoli, di levigare i bordi e badate bene che scolpire il David non è stata una passeggiata quanto scrivere questo articolo al pc, dove se sbaglio parola posso cancellarla senza difficoltà. sphinx-guy-being-distracted-in-aladdin

Una scalpellata più forte del dovuto e il marmo assume un’angolatura diversa da quella che era nei nostri progetti. E cosa fa in quel caso Michelangelo? Continua a scolpire, trasformando l’errore in una “scelta artistica”.

Immaginate il blocco di marmo prima e dopo essere stato lavorato da Michelangelo: anche senza essere dei critici d’arte sicuramente il David è molto più bello. Allo stesso modo siamo noi. Anche se non scegliere ci sembra la cosa più facile e comoda di questo mondo, un blocco di marmo nudo e crudo non avrebbe alcuna possibilità di venire esposto alla Galleria dell’Accademia a Firenze. 

Pensate che addirittura Michelangelo preferiva la scultura alla pittura. Quest’ultima infatti consisteva nel aggiungere colore sulla tela, l’altra nel togliere la materia in eccesso. Come mai questa scelta? Lui credeva che l’idea fosse insita nella materia, quindi quando ha colpito il marmo con la prima scalpellata, già sapeva che avrebbe creato il David. Così noi, quando decidiamo, non dobbiamo farlo a caso.

Pensiamo «da grande voglio essere questo tipo di persona» e in base a questo iniziamo a scegliere, a togliere tutto ciò che consideriamo inutile al nostro progetto. A volte sbagliamo e perdiamo un pezzo importante, ma credete che una cosa del genere non sia mai capitata al nostro grande Michelangelo? Tuttavia il David è un’opera d’arte, solo perché qualcuno è stato abbastanza coraggioso da scegliere.

Se compiere delle scelte è inevitabile, se in fondo Kierkegaard aveva ragione, allora siate i Michelangelo di voi stessi. Togliete la materia in eccesso e create il vostro David personale.

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Alessia xx

esperare: sperimentare, tentare