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Clausole romantiche

Mi sono resa conto di non essere una grande amante delle cose permanenti — delle cose permanenti che hanno effetti sulla mia libertà. Ho già parlato di figli e di come bisognerebbe pensarci non due, ma svariate volte, prima di pentirsi di aver sacrificato la propria vita (perché è indubbiamente un sacrificio).

Adesso vorrei parlare di relazioni, in particolare quelle etero. Non che questo non possa accadere in altre, ma capirete anche voi che quello di cui parlerò è più comune nelle relazioni etero, o comunque ha più visibilità mediatica.

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Mi spaventa una relazione con un ragazzo — parlo di una relazione seria da “viviamo insieme e progettiamo il futuro”. Perché?

Perché ogni giorno sui giornali compaiono notizie di stalking, violenze, abusi, maschilismo. Il che significa che ogni giorno un ragazzo o uomo che sia decide di colpire e uccidere la donna con cui ha o ha avuto una relazione. Vi renderete conto che la probabilità non è così bassa e che forse c’è un po’ da preoccuparsi.

Poi penso alle mie future relazioni e la mia prima reazione è: non mi fido dei ragazzi e le relazioni etero sono pericolose. Una parte di me pensa che si tratti di un pregiudizio, perché i ragazzi che conosco sono tutte brave persone. D’altro canto, mi dico quasi tutti sono persone decenti a 18 anni. Poi le persone cambiano, al 50% in peggio. 

Ai ragazzi dico: mi dispiace.

Le azioni criminali di una parte di voi purtroppo vi coinvolge, il che è ingiusto tanto quanto considerare pericolosi tutti i dobermann del mondo, solo perché uno ha morso una persona. Tuttavia diventa istintivo allontanarsi da quella razza canina quando la incontro per strada. Diventa istintivo non fidarsi.

Alle ragazze dico: tutelatevi. 

Non mettete da parte il lavoro, non rinunciate a dei guadagni solo vostri. So che è brutto da dire ma precisate le clausole della relazione. Il vero amore non scapperà se gli insegnate a cucinare o a spolverare, e se lo facesse o se sentisse minata la propria mascolinità, vi sarete risparmiate della fatica.

Si tratta di un problema di fiducia ed una grande seccatura. Vorrei fidarmi dei ragazzi come faccio con le ragazze. Forse è perché sono una ragazza e se vedo una gonna corta non mi partono i neuroni, quindi credo di sapere cosa pensa una ragazza. A prescindere dall’orientamento sessuale.

Darebbe fastidio anche a me precisare che le faccende di casa vanno condivise, così come (spero) anche ai ragazzi dia fastidio sentirselo dire. Ma devo dirlo perché temo che venga dato per scontato il fatto che debba preparare il pranzo e rassettare la casa. E io non voglio questo. Se si tratta di un fraintendimento, di un luogo comune, allora il minimo che si può fare è ribadire il contrario. Stare in una relazione significa prendersi cura dell’altro, non limitare le proprie libertà per l’altro.
tumblr_ojax295NKm1und9zxo1_540Se sto uccidendo il romanticismo, mi dispiace. Io sono una persona profondamente romantica, ma non ho intenzione di rischiare la mia vita e libertà. Come si dice: meglio soli che male accompagnati. 

Una relazione, e in particolare una matrimonio, è un contratto e nessuno firmerebbe un contratto solo perché chi lo propone è affascinante e gentile. hhh.PNG

La società ha reso l’amore estremamente complicato, in alcuni casi un vero e proprio pericolo. Forse aveva ragione quel detto: meglio soli…. Ma questa è una menzogna bella e buona: non avere una relazione non significa rimanere soli, ci sono gli amici e i conoscenti. Inoltre, avere una relazione non deve significare staccarsi dal mondo. 

Alessia xx

 

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Anti femminismo o cuore ferito?

Di solito non parlo di cose che non mi piacciono. Potrei parlare di libri brutti e film brutti, ma preferisco che questo blog sia un luogo di riflessione, piuttosto che di critica. Tuttavia, a tutto c’è una prima volta!

Per caso e per sfortuna mi sono ritrovata a studiare il poeta latino Giovenale proprio a marzo. Come mai questa cosa dovrebbe apparire strana? Perché mentre in tutta Italia si stavano organizzando gli scioperi del Lotto Marzo, nel frattempo un europarlamentare ha condiviso con il mondo la sua importante opinione: «ovviamente le donne devono guadagnare meno degli uomini perché sono più deboli, più piccole e meno intelligenti.» Al pari di questo politico, Giovenale è uno dei più grandi misogini che abbia mai avuto il piacere di studiare.

fc6aaa31096a6a81bff7d017bfb816f8.jpgQuando studio letteratura latina mi metto veramente d’impegno a cercare possibili riferimenti queer e femministi, e quando ne trovo qualcuno mi si stringe il cuore per la gioia. Per esempio, nel Satyricon di Petronio i protagonisti Encolpio e Ascilto sono entrambi innamorati del’efebico Gitone.
Nella seconda ecloga delle Bucoliche virgiliane un pastore di nome Coridone è innamorato del giovane Alessi e si strugge per lui. L’elemento omosessuale in Virgilio è così importante che il premio Nobel per la letteratura André Gide ha scritto un saggio in difesa dell’omosessualità (Corydon) in cui si legge:

L’importante è comprendere che, là dove voi dite contro natura, basterebbe dire: contro costume.

E alla fine arriva Giovenale, lo scrittore più inutile della letteratura latina. Se non si fosse capito, odio davvero Giovenale e ve lo smonterò pezzo per pezzo. Probabilmente questo articolo si trasformerà in una lezione di letteratura latina, ma spero che la mia arrabbiatura vi faccia almeno divertire.

Marziale, un altro scrittore latino, ricorda Giovenale come un poeta cliens, sempre affannato al seguito di potenti protettori. All’epoca Mecenate era morto da un pezzo e se gli artisti volevano vivere della propria arte dovevano lavorare su commissione, quasi elemosinando. giovenale-3

Ciò che spinge Giovenale a scrivere è l’indignatio, che sembra piuttosto il risentimento di un uomo che non ha voluto o saputo adattarsi al mondo che cambia.
Quindi fa di tutto per sottolineare la mortificazione della giustizia e il capovolgimento dei valori. È un convinto tradizionalista, uno che schifa i graeculi (immigrati greci) e rimpiange il mos maiorum. Trovo Giovenale molto attuale, che dite?

Nelle sue satire si lamenta di tante cose: della depravazione in cui è caduta Roma, del clientelismo a cui è costretto. Critica la vita militare, i nuovi genitori che non sanno educare i figli. Critica il vizio dell’omosessualità, che è ovviamente colpa dei Greci, e odia le donne.

Dalla prima all’ultima, nessuna si salva. Qualsiasi atteggiamento femminile viene screditato e non solo quelli “comprensibilmente” rivoluzionari e femministi. Intendiamoci: se un poeta latino Tizio mi dice che le donne devono restare a casa a fare figli, mi limito a ridere sul paragrafo che devo studiare e vado avanti. Cosa posso aspettarmi dal 60 d.C.? Giovenale, invece, è un misogino a tutto tondo e critica le donne anche quando fanno cose tipicamente femminili, come indossare gioielli, truccarsi, profumarsi.

Augurati che la matrona, che a mensa ti siede accanto, non conosca tutta la storia, che non capisca tutto quello che legge. Odio la donna che si rifà di continuo al Metodo di Palemone, senza sbagliare mai una regola e, ostentando le sue anticherie, cita versi a me sconosciuti. Proprio non c’è nulla al mondo di più intollerabile di una donna ricca!

La domanda sorge spontanea: ma nessuno lo ha mai mandato a quel paese?

Ho sperato che si discutesse della sua misoginia in maniera approfondita, ma ciò non è accaduto a causa dei tempi ristretti delle lezioni, o forse perché non a tutti importa quel che dice. Da un lato penso: perché sono costretta a studiare un individuo così inutile nella sua produzione letteraria oltre che nella mentalità?, ma forse è meglio conoscere il proprio nemico. Sicuramente sarò sembrata una vera secchiona mentre bestemmiavo contro uno scrittore trapassato, ma questo io lo chiamo “studio critico”.

Forse la letteratura latina ci serve ancora oggi per evitare titoli del genere:Cattura

Sfido a giustificare in questa maniera le parole del famoso europarlamentare.

Alessia xx

abulia: mancanza di volontà di prendere una decisione